WB01343_1.gif (599 byte)  STUDIO ASSOCIATO CHERUBIN

 

 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

 

 

Analizzando il tessuto morfologico della città di Policoro si può notare che lo sviluppo della città si è concentrato in una sacca compresa tra la statale ionica ad est e la zona archeologica a nord.

Si evidenzia inoltre una struttura morfologica a " grappolo ", dove ogni chicco non ha alcun rapporto con l'altro.

Questo sistema ha dato vita ad agglomerati edilizi mancanti di un'adeguata ossatura viaria, distribuita organicamente in modo da formare veri quartieri autosufficienti. (schizzo del 1OOOO)

Delle tre proposte progettuali del concorso si è scelta la "nuova piazza".

Nell'area presa in esame è evidente il fatto che l'equilibrio formale del tessuto morfologico disposto a pettine è stato alterato nel tempo dalla strada di penetrazione che porta al museo archeologico e da recenti interventi edilizi che, se pur mantengono un certo allineamento con la preesistenza hanno stravolto l'idea della tipolgia tradizionale.(mettere foto)

A causa quindi di queste sfrangiature perpetuatesi nel tempo l'area in cui sorgerà la nuova piazza si trova decontestualizzata rispetto alla situazione morfologica di partenza.

Ed è per tale motivo che si è scelto di abbattere i corpi edilizi esistenti che non trovano più, da quanto detto sopra una ragione d'essere.

L'obiettivo urbano del nostro progetto della nuova piazza è quello di ristabilire una certa unitarietà.

La nuova piazza si pone quindi come punto di riflessione dell'intero sistema urbano; propone non solo nuove forme di integrazione fra residenza e servizi, ma determina anche nuove centralità, nuovi schemi ordinatori.

La piazza pensata come una struttura polivalente vuole inoltre proporsi come stimolo culturale per la comunità cittadina in quanto all'interno di essa sono previsti dei percorsi museali.

 

ILLUSTRAZIONE DELLA PROPOSTA PROGETTUALE

La nuova piazza si colloca in una zona strategica per la presenza di alcune infrastrutture a carattere sociale importanti quali gli scavi archeologici, l'ospedale, le scuole.

Il nostro intervento calato in un area completamente urbanizzata da un tessuto edilizio indifferente al luogo, privo di caratteri architettonici e di spazi pubblici interelati fra loro, l'idea della nuova piazza non poteva che estraniarsi dal contesto.

Con una forma fortemente precisata si è voluto concludere un luogo urbano debole.

Ne è risultato un luogo concluso in un perimetro quadrato di circa 50 metri per 50 metri avente un muro di cinta " difensivo " che circonda quasi tutto l'area.

All'interno di questo hortus conclusus nella parte sud vi è una piazza lastricata determinata da una parte dalla cavea di un teatro e dall'altra da un porticato.

Due elementi architettonici questi desunti dalla cultura classica greca che assieme all'agorà rappresentavano gli elementi urbani di qualificazione dell'intera città.

La " frontiera " individuata dal muro costituito da sassi è un richiamo al muro a secco delle divisioni poderali.

Tale muro viene forato ad intervalli regolari da aperture che danno all'interno in un luogo con delle sedute ombreggiate da un pergolato.

Ad est della piazza troviamo degli elementi architettonici carichi di significati, la fontana, che se da una parte vuole denunciare il legame di Policoro con il mare, dall'altra vuole rappresentare la vitalità dell'uomo nella sapienza di saper gestire e dominare un elemento sacrale così misterioso quanto necessario; il tempio poi, con le sue quarantasette colonne, rincorre una motivazione storico-religiosa della necessità dell'uomo di rapportarsi con il soprannaturale, con il divino.

Necessità che per il mondo ellenico si concretizza in uno spazio semiaperto a contatto con la natura e l'ambiente circostante, inaccessibile all'uomo comune, ma nello stesso tempo vicino ad esso e comprensibile.

A lato del tempio è previsto del verde attrezzato per il gioco dei bambini.

La molteplicità di attività a cui è preposta l'area trovandosi in una particolare situazione urbana, tende ad assolvere la necessità di creare luoghi di socializzazione e di partecipazione più diversificata e ampia possibile.

 

SPECIFICAZIONE IN MERITO A VARI SETTORI INDIVIDUATI

Tutto il progetto verte sul concetto di polifunzionalità.

Infatti in questo perimetro concluso sono state ricavate una molteplicità di attività, come la zona a prato per il gioco, la piazza con il teatro come luogo d'incontro e per le manifestazioni culturali.

Il percorso coperto che chiude la piazza, assieme al tempio costituiranno un percorso museale all'aperto pedagogicamente molto importante in quanto il cittadino ha la possibilità fin dalla tenera età dei giochi di avere un contatto diretto con l'antica civiltà della Magna Grecia a cui Policoro deve le origini.

Gli spazi per il riposo disposti all'ombra di un pergolato avranno delle sedute caratterizzate da una struttura portante in ferro e doghe in legno per la seduta.

Su tutto il basamento del tempio è prevista una seduta per la contemplazione dei reperti archeologigi esposti al suo interno.

Il verde e le diverse essenze prescelte costituiscono un progetto di eguale importanza di quello architettonico.

Il massimo rispetto è rivolto quindi alla scelta delle specie arboree presenti nella zona integrandole con specie arbustive autoctone.

Il muro di cinta si presenta come un vecchio reperto archeologico e contiene all'interno un microcosmo autosufficiente, vuole rappresentare l'essenza della casa mediterranea dove spesso manca una facciata vera e propria: la classica casa mediterranea non si affaccia sulla strada a cui piuttosto volge le spalle, ma sull'atrio sul cortile, sul patio, insomma su uno spazio semiaperto interno.

Altro elemento costitutivo del progetto è il porticato, il simbolo architettonico più significativo della civiltà mediterranea.

La vita sociale antica gravitava intorno al porticato luogo di mediazione tra interno ed esterno, tra l'uomo e la natura.

Questa sequenza così diversificata vuole tra le altre caricarsi di una funzione sociale altamente significativa attraverso una continua permeabilità della piazza con la realtà edilizia circostante assieme alle componenti simboliche della città antica.

La piazza, il teatro, il porticato ecc. danno vita ad una complementarietà di funzioni diverse, si intrecciano in una complessità di ricchezza figurativa tale da costituire un'ambiente urbano altamente stimolante architettonicamente e spazialmente armonico.

 

VALUTAZIONI AMBIENTALI

Vista la posizione delicata della zona si è voluto evitare che il costruito architettonico prendesse il sopravvento.

Nell'insieme dei vari settori individuati la tendenza è quella di ricucire quello strappo tra uomo e ambiente consentendo un recupero dal punto di vista ricreativo e culturale qualitativo.

Inoltre i luoghi della partecipazione alla vita cittadina, alle possibilità d'incontro a scala " umana " permette al cittadino di trovare l'occasione di esprimere la propria dignità di utente, come membro di una collettività che negli spazi pubblici si incontra e partecipa alla vita comunitaria.

Sempre nel rispetto dell'ambiente è stato previsto l'impiego di materiali che fanno parte della cultura edilizia tradizionale: la pietra del latifondo, il tufo giallo, il sasso del fiume, la pietra di Trani, il ferro, tutti materiali che si riferiscono al colore caldo di questo paese.

Il tipo di arredo che si vuole creare infine, è alla ricerca di un'integrazione con lo spazio circostante, instaura un rapporto dialettico ed integrato.

Diventa oggetto perfettamente congruente con il suo ruolo.

Grazie alla forte valenza simbolica ne accresce il gradimento estetico caricando l'area di nuovi significati ornamentali e rappresentativi.